LAVORI PASSATI

...elementi e pensieri arrivano confusamente cercando un ordine nella mia mente...

Con la cura di un ricercatore scientifico, o peggio, l’ossessione del collezionista di erbe rare, l’artista raccoglie ordinatamente


Il suo «vocabolario» creativo sistemandolo in cassetti e in vecchi mobili da architetto da lui rigenerati e restaurati. Se esistesse una genetica dei luoghi, l’artista l’ha bene in mente e da bravo torinese recupera soltanto le materie «povere»: carta di giornale o di vecchie riviste sempre impilate in precise risme, scampoli di stoffa di ogni genere e ritagliate nel medesimo formato con la pazienza di un sarto, bottoni metallici ben lucidati dal gusto vintage, corde e gomitoli, e, come fosse un mantra, spaghi annodati e piccole matite dalla punta ben temperata.

Ma è la «Natura» a completare il tesoro dell’artista donandogli altre profumate amenità come: petali di rosa essiccati,  soffice sabbia bianca dagli amati litorali della costa Smeralda, grani e semi di frutta e verdura, aghi di pino, trucioli di ginepro e bastoncini di bambù dalle essenze evocative che nella memoria dell’artista, costituiscono e ricompongono quell’ «immenso edi cio del ricordo» di cui di ci parlava Proust nella Recherche. Tutto è raccolto come fosse un minerale o una pietra preziosa, tanto che si ha la tentazione di farsi scivolare qualche cosa nelle tasche per portarselo via.


E’ in questo ordine che si stabilisce l’equilibrio necessario alla vena creativa dell’artista; gli oggetti così sistemati sono ora pronti a combinarsi e aggregarsi sulle tele, grandi e piccole che siano, o nelle installazioni, sempre più spericolate, che in questi anni hanno investito, con la stessa disinvoltura, lo spazio di gallerie d’arte, di ambienti di lavoro e di angoli metropolitani.

Stefano Sbarbaro

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